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IL PROGETTO INTEGRATO DI FILIERA CEREALBIO
LE POTENZIALITÀ DELLA PROPOSTA DI FILIERA INTEGRATA Food/Feed ‘CerealBio’
La filiera CerealBio mira a valorizzare il cereale bio in tutto il suo potenziale: perfezionandone la trasformazione diretta in azienda, in modo particolare delle specie/varietà più pregiate e remunerative (es. grani antichi, orzo, avena bianca, farro, etc), ma anche integrandosi con il settore avicolo per consolidare/incrementare i margini di redditività delle materie prime conferite all’ingrosso (in massima parte grano tenero) avviando una nuova filiera bio cerealicola-mangimistica-zootecnica finalizzata alla produzione di uova a marchio “Ovomaremma”, da collocarsi per la prima volta sul mercato con la relativa linea “Ovomaremma Bio”.
Si evidenziano i seguenti punti di forza: crescente sensibilità dei consumatori alle tematiche alimentari e alla sostenibilità ambientale (biodiversità vegetale, assenza di input chimici, riduzione dei consumi energetici e minori emissioni, diversificazione delle fonti proteiche e richiesta di proteine vegetali e/o animali “nobili” e “sostenibili”); ampia dimensione delle aziende e delle reti di imprese coinvolte nel PIF, che implica la disponibilità di maggiori risorse organizzative da mettere in campo per potenziare la filiera; copertura regionale delle iniziative progettuali previste, grazie alla collocazione dei centri di trasformazione in più punti del territorio toscano, con investimenti programmati che consentono di mantenere i vantaggi del mercato locale e la riduzione dei costi ambientali ed economici legati ai trasporti; presenza nel partenariato di due importanti realtà cooperative, una delle quali ampiamente diffusa sul territorio regionale con funzione di OP Cerealicola (Terre Dell’Etruria) e una (PROGEO) che è un player di rilevanza nazionale nel settore della mangimistica (e non solo); offerta molto diversificata di prodotti trasformati (farine speciali e mix farine/semi, cereali decorticati e perlati, pane, pasta, biscotti, zuppe di cereali, birra ecc.) e non trasformati (cereali in natura e uova biologiche collegate a un brand storico e dai forti connotati territoriali); aumento degli sviluppi commerciali anche sulle partite all’ingrosso, a vantaggio dei produttori di base, grazie alla sottoscrizione dell’accordo da parte di PROGEO, Terre dell’Etruria, Molino Grassi Spa, Mulino Sobrino snc, Cerealfood srl, GISEA srl, Toscana Legumi srl; valorizzazione completa dei sottoprodotti della filiera; incentivazione della filiera corta e promozione di nuovi modelli culturali e sociali fondati sul produrre e pensare “bio”.
GLI INTERVENTI PREVISTI E GLI OBIETTIVI PROGETTUALI
CerealBio si propone di organizzare alcune iniziative imprenditoriali dislocate in diversi punti strategici del tessuto agricolo regionale, con la funzione di introdurre strumenti commerciali efficaci per sostenere lo sviluppo delle filiere cerealicole biologiche toscane, nell’intento di: 1. potenziare le peculiarità economico-strutturali delle micro-filiere coinvolte, aggregandole ulteriormente; 2. valorizzare la doppia destinazione (food/feed) del cereale biologico per diversificare l’offerta cerealicola bio amplificando le sinergie con l’area zootecnica; 3. fornire nuovi stimoli di mercato e incrementi di redditività agricola in alcuni contesti rurali a forte rischio di abbandono, marginalità ed esclusione sociale (es. Val di Cecina); 4. potenziare il sistema di condivisione delle conoscenze; 5. ridurre l’impatto ecologico delle filiere cerealicole bio, reimpiegando i sottoprodotti della trasformazione per l’alimentazione delle galline ovaiole bio coinvolte dal progetto.
Le aziende agricole, gli stoccatori e i trasformatori coinvolti investiranno sull’ammodernamento del parco macchine, sul miglioramento delle strutture di stoccaggio (ambiti food/feed), sull’installazione di nuovi impianti aziendali di trasformazione e sul miglioramento di quelli esistenti (filiera food e valorizzazione feed dei sottoprodotti e scarti di lavorazione). L’ottimizzazione degli scambi commerciali nel comparto food si concretizzerà attraverso la contrattualizzazione di prodotti e materie prime (cereali per la prima trasformazione e farine da destinare alla seconda trasformazione) così come definita in seno all’accordo di filiera. Di importanza non secondaria sarà la diffusione di semente ottenuta da popolazioni di grani teneri antichi, attualmente possedute dall’Azienda Floriddia e riconosciute dal CREA, verso altri cerealicoltori in filiera. Ciò con una indiscussa ricaduta positiva sulla biodiversità complessiva degli agroecosistemi toscani coinvolti e con il ritorno tecnico di consentire un migliore e maggiore adattamento della semente riprodotta ai micro-climi regionali (effetto”terroir”).
Il potenziamento dell’area Feed prevede, invece, la stipula di precisi accordi commerciali tra i seguenti soggetti: cerealicoltori (diretti e indiretti) che forniranno cereali in natura al collettore primario Terre dell’Etruria, fornitore a sua volta di PROGEO per la formulazione ad hoc di mangimi da trasferire, in parte, alla società agricola Marchesi Ginori Lisci srl. Quest’ultima si incaricherà dell’installazione di un centro avicolo per l’allevamento biologico di 39.900 ovaiole da destinare alla produzione di 14 milioni di uova/anno a marchio OvoMaremma Bio (Nuova Coccodì Srl). La società Ginori Lisci è inoltre titolare di un impianto aziendale di digestione anaerobica per la produzione di biogas nel quale verrà confluita l’intera produzione aziendale di pollina e gli scarti di lavorazione degli impianti di trasformazione in filiera (es. trebbie dai birrifici), perseguendo i seguenti ulteriori obiettivi ambientali del progetto: 1. ridurre la quota aziendale di colture “dedicate” da destinare all’alimentazione del biodigestore; 2. ripristinare la messa a coltura di produzioni a uso alimentare; 3. instaurare un sistema produttivo ottimizzato secondo logiche di economia a ciclo chiuso per l’intera filiera del CerealBio.
Con le innovazioni di processo/prodotto proposte dal progetto 16.2 (gestione rischio micotossine in fase di stoccaggio - progettazione e installazione di un prototipo dimostrativo per la produzione di bevande vegetali da grani antichi con la tecnologia della cavitazione idrodinamica controllata) si cercherà prima di tutto di tutelare la salubrità delle granelle, pervenendo in seguito all’esaltazione delle caratteristiche nutrizionali dei cereali con i prodotti alternativi ottenibili dal grano (bevande vegetali a base di grano con altri cereali e/o proteoleaginose per la valorizzazione delle proteine da fonti vegetali, degli acidi grassi polinsaturi e altri componenti nutraceutici). Si ricorda, infatti, la crescente necessità di disporre di derrate bio sane nel tempo e dell’importante sfida di poterci riuscire senza il ricorso a prodotti chimici, ma solamente mediante il ricorso a sistemi fisici di trattamento in posto raccolta delle masse. Tale tematica risulta, infatti, strettamente correlata alla necessità dell’agro-industria moderna di gestire, da un lato, il maggior rischio legato alle modificazioni climatiche e dall’altro al principio di Precauzione nei riguardi del consumatore cittadino.
Infine, anche l’abbattimento del costo ecologico legato alla produzione di fonti proteiche animali (con ottimo profilo amminoacidico) fa parte del progetto biologico della filiera CerealBio, grazie alla valorizzazione completa dei conferimenti di materie prime, ottenibile alimentando le ovaiole anche con i coprodotti e sottoprodotti derivati dalla lavorazione dei cereali food, oltre che, naturalmente, in funzione del riuso delle deiezioni per la produzione di energie da fonti rinnovabili.
FASI E SOGGETTI COINVOLTI
La filiera in esame si sviluppa lungo un percorso che dalla produzione primaria (compresa la custodia, selezione, miglioramento e moltiplicazione delle sementi di varietà antiche di cereali), diffusa nelle province di Pisa, Siena, Grosseto, Firenze, Lucca, Pistoia, Livorno, attraverso alcuni collettori intermedi (centri di stoccaggio, singoli e cooperativi), arriva a coinvolgere diversi centri agricoli toscani di trasformazione del cereale bio, impegnati nelle seguenti attività: molitura, perlatura, soffiatura, fioccatura, decorticazione, panificazione, pastificazione, pasticceria, maltazione, birrificazione, fino alla citata produzione innovativa di bevande vegetali da cereali bio.
Il progetto aggrega, insieme alle imprese cerealicole bio (compreso il Capofila), una OP Cerealicola (Terre dell’Etruria), un mangimificio (PROGEO), cinque trasformatori industriali (Mulini Grassi e Sobrino, Cerealfood, Gisea e Toscana Legumi), un allevamento avicolo bio (Marchesi Ginori Lisci), un centro di imballaggio uova bio (Nuova Coccodì Srl – OvoMaremma), due reti di imprese già attive sul territorio (RETE DELLE CRETE di Montalcino S. Giovanni d’Asso, guidata dalla Fattoria Pieve a Salti; RETE DEI SEMI CONTADINI a Peccioli, guidata da Rosario Floriddia), la rete di imprese cereal.com costituita attraverso la sottomisura 16.3, due enti di ricerca (CNR-IBIMET e UNIPI-DISAAA-a), una società di Information & Communication Technology (NET7 SRL).